Garmin Forerunner 970 e 570: con l’update 18.29 arriva finalmente “OK Garmin”

Ci sono aggiornamenti software che servono soprattutto a correggere quello che non funziona come dovrebbe e altri che, pur senza trasformare completamente un dispositivo, riescono a cambiare il modo in cui lo si usa ogni giorno. La versione 18.29 che Garmin ha iniziato a distribuire in forma stabile sui Forerunner 970 e 570 appartiene un po’ a entrambe le categorie: arriva al termine di un ciclo beta iniziato a luglio, porta con sé una quantità importante di correzioni, sistema alcuni problemi che riguardavano direttamente allenamenti e gestione dell’interfaccia, aggiunge qualche funzione nuova e soprattutto rende finalmente disponibile quello che, personalmente, considero il cambiamento più interessante di questo aggiornamento: la possibilità di attivare i comandi vocali semplicemente pronunciando “OK Garmin”. Garmin ha confermato ufficialmente la versione 18.29 e il rollout progressivo sia per Forerunner 970 sia per 570; al momento del rilascio iniziale la distribuzione è indicata al 20%, quindi non è detto che l’aggiornamento compaia contemporaneamente su tutti gli orologi.
La novità era in realtà nell’aria da un po’. Garmin aveva introdotto “OK Garmin” già nella beta 18.12 di luglio, poi aveva continuato a lavorarci attraverso diverse versioni di test, correggendo anche problemi legati al riconoscimento della wake word e alla risposta successiva all’attivazione. Con la 18.29 quella fase di sperimentazione si chiude e la funzione entra finalmente nel ramo stabile. Anche la stampa internazionale che ha seguito il ciclo di sviluppo l’ha indicata come uno degli elementi più interessanti dell’aggiornamento del terzo trimestre 2026, perché rende l’interazione con l’orologio realmente hands-free invece di limitarsi ai comandi vocali già presenti in precedenza.

I comandi vocali c’erano già, ma “OK Garmin” cambia parecchio

Forerunner 970 e 570 disponevano già di microfono, altoparlante e sistema di comandi vocali; non siamo quindi davanti alla nascita dell’assistente vocale Garmin, ed è una distinzione importante. Fino ad ora, però, per parlare con l’orologio era necessario prima richiamare manualmente la funzione attraverso un pulsante o il menu dei comandi. In altre parole, la voce arrivava dopo un’interazione fisica con il dispositivo.
Con “OK Garmin” cambia proprio questo passaggio: l’orologio può essere richiamato con la voce e, da quel momento, eseguire il comando senza che sia necessario toccarlo. Sembra una differenza piccola finché non si pensa alle situazioni nelle quali uno sportwatch viene realmente utilizzato: durante una corsa, quando si hanno le mani occupate, in bici, durante un allenamento o semplicemente quando non si vuole interrompere quello che si sta facendo per cercare una voce in un menu.
Il sistema Garmin è già piuttosto più esteso di quanto possa sembrare leggendo soltanto il changelog. Nel manuale ufficiale del Forerunner 970 vengono indicati, tra gli altri, comandi per avviare attività come corsa, escursionismo e triathlon, impostare timer e sveglie, modificare luminosità e volume, trovare il telefono, aprire meteo e calendario, avviare la navigazione, salvare un waypoint e controllare la musica. Garmin specifica inoltre che il sistema riconosce il linguaggio naturale e non richiede necessariamente di imparare una frase rigida per ogni funzione.
È proprio qui che, secondo me, “OK Garmin” acquista senso. Non perché improvvisamente il Forerunner diventi uno smartwatch generalista o voglia trasformarsi in uno smartphone da polso, ma perché elimina quel piccolo attrito che prima rendeva il controllo vocale meno spontaneo di quanto avrebbe potuto essere. Avere microfono e comandi vocali, ma dover premere un pulsante per poterli usare, funzionava; poter dire semplicemente “OK Garmin” mentre si sta facendo altro è un’esperienza diversa e decisamente più coerente con l’idea di controllo vocale.

Finalmente “OK Garmin”, quindi. Ma la batteria paga qualcosa

C’è però un aspetto che vale la pena mettere subito sul tavolo, perché sarebbe troppo facile celebrare la nuova funzione dimenticando il compromesso che porta con sé: tenere attiva una parola di risveglio richiede che l’orologio rimanga in grado di riconoscerla in background, e questo significa inevitabilmente utilizzare più energia.
Garmin stessa lo dichiara esplicitamente nella documentazione dei dispositivi che utilizzano questa nuova modalità hands-free. Nel manuale del nuovo Fenix 9, per esempio, accanto alla possibilità di attivare “OK Garmin” e la wake word dell’assistente telefonico compare una nota molto chiara: abilitare queste impostazioni riduce la durata della batteria. Non viene indicata una percentuale universale, e sarebbe sbagliato inventarne una, perché il risultato reale dipende naturalmente dall’uso complessivo dell’orologio, dal display, dalle attività GPS, dalle notifiche e da tutte le altre funzioni abilitate.
Sul Forerunner 970 Garmin dichiara fino a 15 giorni in modalità smartwatch nelle condizioni previste dal produttore, precisando comunque nel manuale che l’autonomia reale dipende dalle funzioni attivate. E qui posso aggiungere qualcosa che va oltre la scheda tecnica, perché questa funzione l’ho già provata personalmente sul mio 970: con “OK Garmin” attivo ho effettivamente notato un consumo della batteria superiore rispetto al normale utilizzo. Non trasformerei una mia prova in una percentuale valida per tutti, anche perché entrano in gioco troppe variabili, ma la differenza è stata sufficientemente percepibile da farmi considerare la funzione come una scelta da fare consapevolmente e non come un’impostazione da accendere automaticamente solo perché esiste.
Per come la vedo io, è uno di quei casi nei quali il famoso “less is more” torna utile anche nel software. Se uso spesso i comandi vocali mentre corro o ho realmente bisogno di interagire con il 970 senza usare le mani, accettare una certa riduzione dell’autonomia può avere perfettamente senso. Se invece userò “OK Garmin” una volta ogni tre giorni soltanto per provare quanto è bello dire una frase all’orologio, probabilmente preferirò disattivarlo e richiamare i comandi vocali manualmente quando servono. La cosa positiva è proprio questa: non siamo obbligati a scegliere una volta per tutte, possiamo decidere quale compromesso sia più adatto al nostro modo di utilizzare il dispositivo.

Non c’è soltanto la voce: la 18.29 sistema parecchie cose importanti

Concentrarsi su “OK Garmin” rischia quasi di far passare in secondo piano il resto dell’aggiornamento, mentre il changelog stabile è piuttosto consistente. Garmin aggiunge un allenamento rapido suggerito per la corsa e la nuova attività dedicata allo sci di fondo indoor, migliora il contesto mostrato durante la regolazione del volume e riduce gli sblocchi involontari quando viene utilizzato il Touch Lock.
Personalmente trovo ancora più interessanti alcune correzioni legate direttamente all’allenamento. Garmin dichiara di aver risolto un problema che poteva provocare interruzioni nella visualizzazione di passo o velocità, in particolare durante gli intervalli; vengono inoltre corretti riavvii che potevano verificarsi durante un allenamento libero di forza, la scomparsa della scorciatoia Lap durante gli allenamenti HIIT, l’impossibilità in alcune situazioni di avviare un allenamento multisport suggerito e diverse incoerenze nella scelta dei giorni di riposo e nella visualizzazione dei giorni di allenamento fra orologio e Garmin Coach.
Sono dettagli meno “vendibili” di una nuova funzione vocale, ma per chi utilizza davvero un Forerunner per allenarsi possono avere un peso decisamente maggiore. Un dato di passo che sparisce durante una sessione a intervalli o una pianificazione Garmin Coach che non coincide tra orologio e piano sono problemi che incidono sull’esperienza quotidiana molto più di una funzione nuova utilizzata magari per pochi secondi.
Ci sono poi diverse correzioni nella parte audio: viene sistemato il livello del volume dopo la funzione di espulsione dell’acqua, un problema che poteva far aumentare il volume della musica dopo una sveglia e un possibile riavvio durante l’installazione contemporanea del software per gli avvisi audio e del software principale. Anche qui si vede chiaramente quanto il ciclo 18 abbia lavorato intorno a tutta la parte audio e vocale della piattaforma.

Sul Forerunner 970 migliora anche la gestione della torcia

C’è poi una modifica riservata al Forerunner 970, facilmente spiegabile perché è il modello che dispone della torcia LED integrata: durante un’attività la relativa scorciatoia è stata migliorata e permette ora di passare più rapidamente tra accensione, spegnimento e modalità strobo.
Non è una rivoluzione e probabilmente non sarà neppure la prima cosa che si proverà dopo aver installato l’aggiornamento, ma appartiene a quella categoria di miglioramenti che apprezzo sui Garmin: funzioni che esistono già e che, invece di essere dimenticate dopo il lancio del prodotto, vengono gradualmente rese più comode da utilizzare.

E Forerunner 170 e 70?

Qui bisogna fare attenzione a un dettaglio che può generare un po’ di confusione. Anche Forerunner 170 e Forerunner 70 stanno passando alla versione 18.29, compiendo un salto numerico considerevole rispetto alla precedente 9.21, ma questo non significa che ricevano lo stesso pacchetto funzionale dei modelli 970 e 570. Il numero della versione è lo stesso, il contenuto no.
Per il Forerunner 170 Garmin indica la correzione di un problema per cui l’avvio silenzioso di una sveglia poteva non avere effetto, oltre ad altri fix minori; sul 170 Music viene inoltre risolto il comportamento degli avvisi vocali che potevano continuare a essere riprodotti anche in modalità silenziosa. Il changelog ufficiale del 170 conferma quindi un aggiornamento molto più orientato alla stabilità rispetto a quello destinato a 970 e 570.
Soprattutto, “OK Garmin” non arriva su 170 e 70 con questa versione. È quindi importante non leggere “18.29” come sinonimo di parità funzionale fra tutta la famiglia Forerunner.

Un piccolo passo verso un Garmin più naturale da usare

La cosa che trovo più interessante di questo aggiornamento, alla fine, non è tanto la possibilità di impartire un comando vocale in sé. Quella esisteva già. È il fatto che Garmin stia progressivamente togliendo passaggi tra l’utente e la funzione che vuole utilizzare.
Il Forerunner 970 rimane prima di tutto uno strumento sportivo, e personalmente preferisco che continui ad esserlo invece di inseguire ogni caratteristica tipica di uno smartwatch generalista. Ma esistono alcune funzioni “smart” che riescono davvero a migliorare l’esperienza senza snaturarlo, e il controllo vocale hands-free secondo me appartiene a questa categoria: poter iniziare una corsa, impostare un timer o richiamare una funzione mentre le mani sono impegnate è concretamente utile, soprattutto su un dispositivo che nasce per accompagnarci mentre ci muoviamo.
Il compromesso sull’autonomia però esiste, Garmin non lo nasconde e la mia esperienza sul Forerunner 970 me lo ha già confermato. Per questo terrò “OK Garmin” sotto osservazione anche nei prossimi giorni: voglio capire quanto incida realmente nel mio utilizzo normale, fuori da una semplice prova, perché è proprio lì che si decide se una nuova funzione diventa parte della propria routine oppure resta una bella possibilità da attivare soltanto quando serve.
La versione 18.29, intanto, mi sembra uno degli aggiornamenti più interessanti arrivati finora su Forerunner 970 e 570: non perché stravolga due orologi già molto completi, ma perché mette insieme una funzione attesa come “OK Garmin”, diverse correzioni che toccano aspetti concreti dell’allenamento e una serie di piccoli affinamenti che rendono la piattaforma un po’ più matura. E, almeno questa volta, la novità che attirerà maggiormente l’attenzione è anche una di quelle che probabilmente useremo davvero.
Per verificare manualmente la disponibilità dell’aggiornamento su Forerunner 970 e 570 si può entrare in Impostazioni orologio → Sistema → Aggiornamento software → Verifica aggiornamenti; Garmin sta comunque effettuando un rollout progressivo, quindi l’assenza immediata della 18.29 non significa che ci sia un problema.

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