Halloween, dolcetto o scherzetto? Quest’anno scelgo un albero!
Halloween è probabilmente una delle poche occasioni dell’anno in cui possiamo vedere zucche con espressioni improbabili, scheletri appesi alle finestre e persone perfettamente rispettabili trasformarsi in vampiri, streghe o creature decisamente poco rassicuranti, senza che nessuno trovi tutto questo particolarmente strano; una festa che abbiamo imparato ad apprezzare anche da queste parti, tra decorazioni, dolcetti, travestimenti e quella piacevole voglia di prendersi un po’ meno sul serio.
Stamattina, però, mentre controllavo la posta elettronica, ho ricevuto un messaggio che mi ha fatto sorridere e che, soprattutto, mi ha suggerito un modo diverso di partecipare alla festa; niente maschere, nessun nuovo acquisto e neppure l’ennesima scorta di caramelle, ma una proposta che arrivava da Tree-Nation e che aveva come protagonista un albero.
La domanda, a quel punto, è sorta spontanea: perché non aggiungere alle tradizioni di Halloween anche qualcosa che possa continuare a crescere quando le zucche saranno ormai finite nell’umido e i costumi saranno tornati nell’armadio?
Una mail, tre zucche e una tradizione da scoprire
La mail di Tree-Nation era simpatica già dalla prima immagine, con tre zucche intagliate che sembravano avere parecchia voglia di festeggiare, ma la parte interessante arrivava subito dopo, attraverso il racconto di una tradizione delle fattorie svedesi secondo la quale un albero guardiano avrebbe ospitato gli spiriti della fattoria tra le proprie radici; le famiglie, per mantenerli benevoli, lasciavano loro dei piccoli doni e, naturalmente, l’invito di Halloween era quello di piantare un nuovo guardiano.
Ora, non so voi, ma l’idea di avere un albero incaricato di tenere buoni gli spiriti mi sembra decisamente più rassicurante di certe decorazioni che si vedono in giro, soprattutto se consideriamo che questo guardiano, oltre a occuparsi di eventuali presenze soprannaturali, potrebbe offrire nel tempo un contributo molto più concreto all’ambiente.
Ho quindi aperto il collegamento e sono arrivato alla sezione dedicata alle azioni di piantagione, dove Tree-Nation permette di associare un albero a una ricorrenza e di ripetere il gesto ogni anno. Nel mio caso, il 31 ottobre è diventato il giorno scelto per una nuova piccola tradizione: un albero per Halloween, accompagnato da un messaggio giocoso, scritto in inglese, che richiama proprio le zucche, i dolcetti e l’idea di celebrare la notte più spaventosa dell’anno con qualcosa destinato a durare ben oltre la festa.
La schermata propone una piantagione annuale, con un costo indicato di 0,35 euro per albero e una stima di assorbimento di 50 kg di CO₂; naturalmente si tratta di una previsione legata al progetto e alla crescita dell’albero, non di un risultato immediato, ma il valore che attribuisco all’iniziativa va anche oltre quel numero.
Tree-Nation e la mia piccola foresta
Chi segue il mio blog forse ricorderà che qualche tempo fa ho iniziato a costruire una piccola foresta personale attraverso Tree-Nation, una piattaforma che permette a cittadini e aziende di sostenere progetti di riforestazione in diverse parti del mondo, seguendo gli alberi finanziati e il contributo ambientale stimato nel tempo.
L’ho chiamata La foresta di Francesco Menzera e, al di là del nome che potrebbe sembrare quello di una riserva naturale con tanto di sentieri segnalati, si tratta di un’iniziativa personale nata da una convinzione piuttosto semplice: non dobbiamo necessariamente aspettare di poter fare qualcosa di straordinario per iniziare a fare qualcosa di utile.
I primi alberi sono arrivati attraverso progetti di riforestazione in Tanzania, poi ho voluto dedicare una piantagione anche a Zante, in Grecia, come piccolo ringraziamento alla natura e ai luoghi che ci regalano esperienze da ricordare; nel tempo ho iniziato a considerare questa foresta digitale come una raccolta di gesti, ricordi e occasioni, ciascuno con una propria storia.
Mi piace proprio questa possibilità di associare un albero a qualcosa che abbiamo vissuto, a una persona o a una ricorrenza, perché rende la piantagione meno astratta e ci permette di dare continuità a un’iniziativa che altrimenti rischierebbe di esaurirsi nell’entusiasmo del momento.
Chi vuole curiosare può visitare La foresta di Francesco Menzera su Tree-Nation, dove raccolgo gli alberi e le iniziative che sto dedicando a questo piccolo progetto personale.
Perché proprio Halloween?
Confesso che difficilmente avrei associato Halloween alla riforestazione, almeno prima di ricevere quella mail; eppure, ripensandoci, l’accostamento ha una sua logica, perché questa festa è piena di simboli legati alla natura, alle stagioni e al passaggio del tempo, dalle zucche ai raccolti autunnali, fino a quell’atmosfera particolare che accompagna le giornate quando la luce diminuisce e gli alberi iniziano a perdere le foglie.
Aggiungere una piantagione a tutto questo mi sembra un modo simpatico per conservare il lato divertente della ricorrenza e darle anche un significato personale, senza trasformare Halloween in una conferenza sull’ambiente o rinunciare al piacere di una serata allegra.
Sia chiaro, non ho intenzione di sostituire i dolcetti con delle piantine da consegnare ai bambini che busseranno alla porta, anche perché temo che l’iniziativa non riscuoterebbe lo stesso entusiasmo; preferisco pensare a una tradizione parallela, qualcosa da fare ogni 31 ottobre, magari proprio mentre preparo qualche decorazione o mi godo l’atmosfera della festa.
In fondo, quando ero piccolo si parlava soprattutto di dolcetto o scherzetto, mentre oggi potremmo aggiungere una terza possibilità: dolcetto, scherzetto o alberetto?
Ammetto che non suona affatto male.
Un gesto piccolo, senza la pretesa di salvare il mondo
Ogni volta che si parla di ambiente, soprattutto sui social, si rischia di finire rapidamente in uno dei due estremi: da una parte chi presenta qualsiasi iniziativa come la soluzione definitiva ai problemi del pianeta, dall’altra chi considera inutili i piccoli gesti individuali perché, da soli, non possono cambiare la situazione globale.
Personalmente preferisco una strada più semplice e concreta, cercando di fare ciò che posso senza attribuire a un singolo albero capacità miracolose e senza utilizzare una piantagione come alibi per dimenticare tutte le altre responsabilità quotidiane.
Gli alberi hanno bisogno di tempo, condizioni favorevoli e cure per crescere; sostenere un progetto di riforestazione significa contribuire a un’attività più ampia, il cui valore dipende anche dalla qualità degli interventi e dalla loro continuità. Proprio per questo trovo interessante la possibilità di trasformare una singola iniziativa in un’abitudine ricorrente, magari piccola, ma capace di accompagnarci negli anni.
La mia foresta è nata senza obiettivi grandiosi e vorrei che continuasse a crescere con lo stesso spirito, attraverso gesti spontanei, ricorrenze, viaggi, ricordi e magari qualche occasione insolita come questa.
Una zucca si spegne, un albero continua a crescere
La parte che trovo più bella di questa iniziativa è proprio il contrasto tra la natura effimera di Halloween e il tempo necessario perché un albero cresca; le decorazioni vengono rimosse dopo pochi giorni, i dolcetti spariscono spesso molto prima, le fotografie restano sui nostri telefoni e tutto torna rapidamente alla normalità, mentre un albero, se attecchisce e viene seguito correttamente, può continuare il proprio percorso per molti anni.
E mi piace immaginare che, tra qualche Halloween, mentre qualcuno sarà ancora impegnato a scegliere il costume più spaventoso e qualcun altro avrà già iniziato a comprare caramelle in quantità industriale, nella mia piccola foresta ci saranno anche gli alberi dedicati a questa tradizione, ognuno legato a un 31 ottobre diverso.
Per chi avesse voglia di iniziare qualcosa di simile, Tree-Nation permette di piantare o regalare alberi e di associare le piantagioni a occasioni particolari; non è necessario avere già una foresta personale, né inventarsi un progetto complicato, perché l’aspetto interessante è proprio la semplicità con cui si può partecipare.
Io, intanto, ho scelto di aggiungere Halloween alle occasioni in cui far crescere La foresta di Francesco Menzera, con quella leggerezza che considero importante anche quando si affrontano argomenti seri.
E se dovesse funzionare davvero anche come protezione dagli spiriti dispettosi delle antiche fattorie svedesi, beh… tanto meglio!
Buon Halloween a tutti, e che sia un 31 ottobre pieno di sorrisi, zucche illuminate e magari qualche albero in più. 🎃🌱

